19 marzo 2016

Steatosi epatica: il grasso accumulato nel fegato è pericoloso

Steatosi epatica: il bambino accumula grasso nel fegato come fosse un adulto che abusa di alcool

Abbiamo cominciato questo articolo con un sottotitolo ad effetto, ma il meccanismo della steatosi epatica infantile conferisce un danno simile all’ adulto che consuma troppo alcool. Eppure la causa è “solo” alimentazione sbagliata, mancanza di attività motoria e conseguente sovrappeso e obesità. Naturalmente aiuta anche la predisposizione genetica.

Il nome esatto della patologia, infatti, nella terminologia scientifica internazionale, è NAFLD (Non-Alcoholic Fatty Liver Disease), ovvero malattia del fegato grasso non derivata dal consumo di alcool.

Abbiamo sentito la nostra pediatra Rachele Boccardo, e, come sempre, cerchiamo di tradurre in parole semplici informazioni scientifiche che possono essere utili alle famiglie che ci leggono. Ma soprattutto cerchiamo di far aprire gli occhi alle persone che ancora pensano che un bambino sovrappeso o, ancor peggio, obeso, non rischi nulla di pericoloso.

A tal proposito, questo articolo ci sta molto a cuore, perché è impensabile che, al giorno d’oggi, possano esistere bambini di dieci, undici anni con la cirrosi epatica (ovvero un danno irreversibile di grave entità al fegato). Questi bambini non hanno colpe, siamo noi a decidere cosa mangiano, a comprare loro il cibo. Il sovrappeso porta con sé conseguenze gravi e noi cerchiamo di dare un contributo tangibile sulle informazioni che debbono assolutamente essere diffuse.

L’evoluzione della malattia: dalla steatosi epatica non alcolica alla steatoepatite con necroinfiammazione

steatosi epatica

Crediti immagine piusanipiubelli.it

 

“La prima fase della malattia è asintomatica – ci racconta la nostra pediatra -. Si registra un accumulo di grasso a livello epatico, nel fegato appunto. È una patologia in netta ascesa, sono sempre più i bambini che, a causa di alimentazione sbagliata, mancanza di attività fisica e conseguente sovrappeso, accusano un fenomeno del genere, ma in questa prima fase non si avvertono sintomi.

Andando a fondo, vorrei chiarire come l’azione ad ampio spettro di questo accumulo di grasso risulti importante: i triglicerdi presenti nel fegato alterano i recettori di insulina, causando l’insulinoresistenza. E, come abbiamo ribadito più volte in questo blog (qui c’è l’articolo sul picco glicemico), l’insulinoresistenza è proprio causa di accumulo adiposo. Quindi è un ciclo vizioso da cui si può uscire cambiando il proprio stile di vita e cercando di perdere peso con un’educazione all’alimentazione sana e all’aumento dell’attività fisica.

Vediamo come questa patologia può evolvere e diventare davvero pericolosa:

1

STEATOSI EPATICA:

accumulo di grasso nel fegato senza sintomi;

2

STEATOEPATITE CON NECROINFIAMMAZIONE:

il termine scientifico è NASH,  Non-Alcoholic SteatoHepatitis. Qui la situazione diventa più complicata. Si innesca una reazione infiammatoria dovuta allo stress ossidativo mitocondriale che il grasso nel fegato causa ai tessuti epatici. Praticamente il fegato si infiamma, predisponendo la strada alle fasi successive della malattia

3

FLOGOSI, NECROSI, FIBROSI EPATICA:

La degenerazione progressiva delle cellule epatiche dovute all’infiammazione ne diminuisce la funzionalità, ne indurisce i tessuti, e i danni epatici possono diventare di portata importante.

4

CIRROSI EPATICA

Con la cirrosi, il fegato è indurito e siamo ad un passo dall’insufficienza epatica.

5

EPATOCARCINOMA (cancro al fegato)

La steatoepatite con necroinfiammazione (NASH) è correlata in maniera importante all’insorgenza di cancro al fegato.

Le cause e la diagnosi della steatosi epatica

Aldilà della predisposizione genetica, le cause del fenomeno “fegato grasso” sono dovute alla cattiva alimentazione e alla mancanza di attività fisica.

La steatosi epatica, come detto sopra, essendo asintomatica, necessita di un’ecografia per essere diagnosticata. Per individuare gli stati successivi, è utile invece la biopsia epatica.

Per combattere e, in un certo modo, per far regredire l’accumulo di grasso al primo stadio è importante ridurre il peso e cambiare alimentazione (gli acidi grassi buoni, come gli Omega3, infatti, sono risultati fondamentali per ridurre lo stato infiammatorio e migliorare i meccanismi legati a glucosio e trigliceridi).

Le nostre riflessioni

Ma non sono i medicinali a poter cambiare la sorte di chi ha il fegato grasso in età pediatrica: è utile l’educazione ai sani stili di vita che possa coinvolgere  tutta la famiglia.

Bisogna cominciare a pensare che lo sforzo per cambiare stile di vita ripagherà in salute e felicità. Tutta la famiglia ne gioverà in sorrisi e divertimento.

Informare i genitori sulle conseguenze di sovrappeso e obesità è già un passo avanti, perché spesso non si rendono conto che, se per loro un bambino è “paffutello”, la realtà potrebbe essere obesità netta.

Conoscere i rischi e scoprire che la vitaalternativa” sana (movimento insieme, sport e buona alimentazione) è divertente e positiva aiuterà tutti a vivere meglio”.

rachele boccardo

Dott.ssa Rachele Boccardo – specialista Eurobis ambito pediatrico

 





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