22 ottobre 2016

Indice di massa corporea e mortalità sono direttamente proporzionali

Il collegamento tra obesità e aumento di malattie (e di conseguenza di mortalità) è ben noto a tutta la comunità scientifica e anche alla collettività.

Sappiamo benissimo quante complicazioni porti con sè un elevato indice di massa corporea sia in età pediatrica che in età adulta.

Tuttavia oggi vogliamo evidenziare quanto riportato su uno studio di The Lancet riportato anche sul sito di SID (Società Italiana di Diabetologia).

Le novità riguardo obesità e sovrappeso sull’aumento della mortalità

Lo studio ha caratteristiche molto importanti e, accanto alla conferma di correlazione tra mortalità e aumento di indice di massa corporea (BMI), riporta dati consolidati su altri fattori da tenere bene in considerazione.

Parliamo ora delle caratteristiche dello studio firmato da “The Global BMI mortality collaboration”.

La grandissima scala di dati e di persone coinvolte

Lo studio ha coinvolto ben 10 milioni 625 mila 411 persone! L’autorevolezza della quantità di dati presi in considerazione per trarre nuove conclusioni riguardo l’argomento è davvero notevole.

Sono confluiti in questo studio ben 239 studi prospettici in tutto il mondo. Anche la provenienza geografica è molto varia: le persone partecipanti allo studio sono residenti in Asia, Australia, Nuova Zelanda, Europa Nord America.

Un’altra caratteristica è la varietà di genere, età, e nell’indice di BMI stesso: lo studio ha coinvolto persone sotto peso, normo peso e sovrappeso di vari livelli.

L’eliminazione del fattori confondenti

L’obiettivo era mirare esattamente all’effetto sovrappeso e obesità correlato alla mortalità. Per questo parte delle persone (ben 3 milioni 951 mila 455) non dovevano presentare nella loro storia clinica malattie ereditarie; oppure non dovevano avere abitudini che potevano confondere la provenienza dei dati statistici includendo altri fattori di rischio, ad esempio il fumo.

I risultati

Questi sudi a larga scala (con grande varietà geografica e di genere, razza, età livello di BMI) hanno, in sintesi provato quanto segue:

  • la mortalità è direttamente proporzionale al sovrappeso e all’obesità in maniera omogenea in tutti i continenti e per tutte le razze umane;
  • anche il sovrappeso contribuisce ad alzare il rischio, non solo la condizione di obesità;
  • la correlazione tra tasso di mortalità è indice di massa corporea è la stessa in persone anziane e meno. Avere un peso proporzionato all’altezza migliora la vita in età avanzata come nell’età adulta.

Le conclusioni del notro prof. Pierpaolo De Feo

Come sempre riteniamo una grande fortuna e un grande piacere sentire il professor De Feo che elargisce arricchimenti e consigli agli studi scientifici proposti nel blog.

“Bhe, è un dato noto: un BMI (Indice di Massa Corporea) molto alto è correlato alla mortalità soprattutto per complicanze cardiovascolari e una maggior insorgenza di tumori.

Ma fino ad oggi non era stato mai analizzato il problema su una così larga scala  e dati così solidi. Essi provengono da un’analisi di 10 milioni e mezzo di persone in tutto il mondo!

Altre due considerazioni che rendono lo studio molto solido ed interessante riguardano la varietà geografica e razziale dei soggetti partecipanti e il coinvolgimento di tutte le fasce d’età.

Nella letteratura scientifica scarseggiano infatti i dati sul BMI che riguardano  persone da 65 anni in su.

Lo studio conferma quindi che, indipendentemente dall’età, avere un buon rapporto tra peso e altezza fa bene sia in età giovane, adulta che avanzata.

È da sottolineare anche l’esclusione di fattori confondenti (come il fumo, le malattie ereditarie etc…) che rendono i dati estrapolati “puri”, ovvero strettamente correlati al peso e la sua influenza sul tasso di mortalità.

In conclusione, si può affermare che il fattore predittivo dello studio è indipendente dal fattore di rischio estraneo al sovrappeso.

Vorrei inoltre far notare un’altra importante caratteristica dell’articolo che vi proponiamo. Nella documentazione prodotta con questo focus, ovvero l’influenza del peso sui rischi per la salute e la mortalità, spesso il semplice sovrappeso (indice BMI 27-28) non era contemplato.

Questa documentazione rivela che, invece, anche il semplice sovrappeso è fattore direttamente proporzionale all’aumento del tasso di mortalità.

Il range della “salute” risulta essere 20,0 – 25,0 kg al m2.

Appena scesi da questo intervallo (sottopeso) e appena sopra (sovrappeso) le complicanze salutari aumentano gradualmente, man mano che ci si allontana da questo parametro.

Cerchiamo di rispettare il nostro corpo attraverso una giusta proporzione peso e altezza: è un modo per volersi bene e per allontanare rischi importanti che riguardano la nostra salute”.

Professor Pierpaolo de Feo

 

 

 

 

Professor Pierpaolo de Feo  – Professore associato Università degli Studi di Perugia e coordinatore di Eurobis

 

 

 

 





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