31 luglio 2015

Eccesso di proteine prima infanzia: rischio obesità per i bambini?

Le proteine, mattoncini per la crescita: attenzione però a non “costruire” troppo in fretta!

Quando parliamo di sovrappeso e di obesità per i nostri bambini spesso i nutrienti ritenuti più discussi sono grassi e zuccheri. Tuttavia, come spesso ribadiamo, l’alimentazione è un mosaico fantastico composto di sfaccettature e combinazioni, tra le quali prediligere ciò che fa bene all’organismo. Vediamo che ruolo giocano le proteine durante i due primi anni di vita dei neonati.

Spesso ad indicarci la retta via da seguire sono i ritmi naturali e i processi fisiologici umani: l’allattamento al seno, nel tempo più lungo possibile, è sicuramente un toccasana per l’equilibrio ponderale dei nostri bambini, vediamo perché.

Uno studio pubblicato su International Journal of Obesity, del dipartimento di pediatria del San Paolo di Milano, spiega che nell’alimentazione esclusiva di latte materno, per i primi quattro mesi di vita di un bambino, l’apporto proteico è pari al 7%-8%. Se nei mesi successivi la dieta proteica (latte formulato o materno con aggiunte di cibo solido per svezzamento) raggiunge livelli superiori al 14%, ci sono probabilità che si sviluppi un fenomeno di crescita di massa corporea accelerata, che apre la strada alle malattie non trasmissibili in età adulta. I medici del San Paolo consigliano quindi di “mantenere l’allattamento al seno più a lungo possibile, e, in caso il latte umano non fosse sufficiente, introdurne uno formulato   appropriato per l’età, fino a 18-24 mesi, al fine di mantenere l’ apporto di proteine nel range di sicurezza del 8-12%, all’interno di una dieta adeguata in energia e macronutrienti equilibrati”.

Cosa significa?

Tutto ciò sta a significare che un’accrescimento dell’indice di massa corporea nei primi due anni di vita (dovuto ad un apporto sbilanciato di proteine) può aprire la via a sovrappeso e obesità in età adulta. 

Ne parlano anche su National Library of MedicineNational Institutes of Health nello specifico in uno studio del reparto di nutrizione umana dell’Università di Copenaghen. Qui si afferma che durante la prima infanzia molti neonati assumono una quantità di proteine che è più di tre volte superiore alla necessità fisiologica. I medici di Copenaghen hanno osservato due gruppi di bambini, allattati con due diversi livelli di proteine. Hanno così dimostrato che un apporto proteico più alto durante il primo anno di vita ha ottenuto un indice di massa corporea più elevato (BMI) all’età di 2 anni.

Ebbene questo balzo di crescita ponderale, che i medici chiamano  adiposity rebound”, (con annessa crescita e deposito degli adipociti, cellule di grasso) deve avvenire “naturalmente” intorno ai 5-6 anni,  Se questo fenomeno si verifica prima, aumenta il rischio di obesità e diabete in epoche successive.

Il pediatra ha sempre le risposte giuste!

Come regolarsi, quindi? Quali alimenti o latti scegliere? Come tutelare la salute dei nostri bimbi? Affidarsi al proprio pediatra è la cosa migliore.

Sul sito della SIP (Società Italiana Pediatria), Claudio Maffeis, direttore del Centro regionale di Diabetologia pediatrica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata Ospedale Civile Maggiore Borgo Trento, risponde così ad una domanda sulle buone pratiche per prevenire obesità e sovrappeso:

“Un importante fattore di rischio è l’incremento sproporzionato della velocità di crescita ponderale rispetto a quella della lunghezza nella prima infanzia. (…) In particolare, Gishti e colleghi hanno dimostrato che sebbene la crescita fetale e quella nell’infanzia influenzino entrambe il BMI dei bambini, solo la seconda influenza in modo diretto il grasso corporeo totale e quello addominale. (…) Di qui l’importanza dell’educazione nutrizionale praticata dal pediatra. L’azione educativa, come il monitoraggio frequente dell’accrescimento, non si esaurisce nel primo anno di vita ma prosegue per tutta l’età evolutiva. Infatti, è fondamentale che nel corso dell’età pre-scolare la deposizione di adipe nel bambino rispetti i parametri fisiologici e non sia eccessiva, tanto da causare un’anticipazione dell’adiposity rebound, cioè dell’incremento del BMI che si registra comunemente a partire dai sei anni. È stato ampiamente confermato che l’anticipo dell’adiposity rebound è di per sé un importante predittore di obesità nelle età successive”.

Quindi? Nessuna fretta di crescere, via libera all’allattamento al seno il più a lungo possibile (il latte materno ha il fabbisogno proteico perfetto per il bambino perché specie specifico) e uno svezzamento lento e graduale seguito dal pediatra!





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