6 marzo 2016

Attività motoria: il rendimento scolastico migliora

Più si fa attività fisica, più si è bravi a scuola

Ci sono finalmente prove scientifiche che dimostrano la correlazione tra l’attività motoria (e la capacità cardiorespiratoria nello specifico) e il rendimento scolastico.

Insomma, più si fa attività fisica più si rende meglio a scuola. Gli studi autorevoli, però, sono perlopiù di tipo sincronico, ovvero legati al momento stesso (correlazione secca): i ragazzi, dopo una sessione di attività fisica cardio respiratoria,  migliorano la cognitività spazio temporale e la memoria.

Lo studio Sardinha Marques e colleghi: la prima indagine longitudinale

A fine 2015 viene pubblicato su Medicine & Science in Sport & Exercise (The official Journal of the Americam College of Sport Medicine) uno dei primi studi longitudinali riguardo l’argomento. Per longitudinali intendiamo quel tipo di studi protratti nel tempo e con un monitoraggio prolungato. L’equipe portoghese ha rilevato, dati alla mano, una forte correlazione tra capacità cardiorespiratoria e rendimento scolastico.

Riassumiamo brevemente i tratti salienti dello studio:

attività motoria rendimento scolasticoI partecipanti, durata monitoraggio e materie scolastiche

Sono 1286 i ragazzi dagli 11 ai 14 anni, provenienti da 14 scuole e monitorati per tre anni a livello fisiologico (capacità cardiorespiratoria) e rendimento scolastico in quattro materie: matematica, lingua madre (portoghese), lingua straniera e scienze.

Il metodo di classificazione

Questo gruppo di studenti sono stati classificati col metodo PACER (Progressive Aerobic Cardiovascular Endurance Run), un metodo classificato e testato per misurare la capacità aerobica e cardiovascolare. Le categorie in cui rientravano i ragazzi erano le seguenti: alta capacità cardiorespiratoria, media, basic,  non fit (bassa).

I risultati

Durante i tre anni di studio, sono state osservate frequenti e precise correlazioni tra i rendimenti scolastici più alti e la capacità CRF più forte (Cardio Respiratory Fitness).

Ma non solo: chi all’inizio è stato classificato basic, ad esempio, e ha lavorato per aumentare la propria CRF, ha allo stesso tempo migliorato il rendimento a scuola.

Le aree scolastiche in cui si sono registrati più miglioramenti e correlazioni più frequenti sono quelle relative alla lingua madre e alla lingua straniera.

Gli effetti sul cervello: il rendimento scolastico dipende dalla sua stimolazione e ossigenazione

E’ stato provato quindi questo concetto: maggiore è la capacità cardiorespiratoria e migliore è il rendimento a scuola.

Ma si  è anche indagato sui processi che inducono questa evidenza. Come agisce il Cardio Respiratory Fitness sul cervello e l’apprendimento? Ebbene, i benefici sono numerosi e importantissimi:

  1. la capacità cardio respiratoria è stata associata a migliore controllo cognitivo;
  2. alla plasticità cerebrale;
  3. all’incremento della memoria.

Insomma migliora tutte le funzioni neuro cognitive. Andiamo un pochino più nello specifico:

  1. favorisce lo sviluppo neurale;
  2. aumenta la densità delle sinapsi tra neuroni;
  3. favorisce l’irrorazione vascolare nella corteccia cerebrale; 
  4. recupera più in fretta risorse neurali collegate alla capacità di adattare lo sforzo all’obiettivo;
  5. incrementa, nell’infanzia la microstruttura delle fibre bianche cerebrali che sono una via per migliorare le capacità cognitive e il rendimento accademico
  6. migliora la sintesi del fattore neutrofico cerebrale (brain-derived neutrophic factor BDNF) che è collegato col volume dell’ippocampo, e quindi con lo sviluppo della memoria

Ma riflettiamo un attimo: tutte le attività sportive aiutano in questo modo il cervello?

attività motoria rendimento scolastico

No, non tutte.

Nello studio portoghese si evidenzia che “il fitness cardiorespiratorio esibisce forte associazione con gli obiettivi accademici ottenuti con performance migliore rispetto ad altri componenti dell’attività motoria (forza addominale, stretching, body building…).

Il miglioramento delle facoltà cognitive cerebrali grazie al fitness cardio respiratorio sembrano collegate all’ossigenazione del cervello (peculiarità di questo tipo di attività motoria).

Come sempre, andiamo a fondo sull’argomento intervistando i nostri esperti. Parla di questa correlazione tra attività motoria e rendimento scolastico il nostro professore Pierpaolo de Feo!

E’ la capacità aerobica il segreto di tutto!

malattie cardiovascolari attività motoria rendimento scolasticoIl prof. De Feo ci spiega che la capacità aerobica e lo stato di forma fisica fa la differenza.

Più l’attività motoria cardio respiratoria è costante più migliora la neoformazione di cellule cerebrali e l’ interconnesione tra neuroni. Ciò significa che il movimento in questi termini favorisce il dialogo fra le parti del cervello. Aumenta la materia grigia e bianca e il sistema nervoso progredisce in termini di crescita e plasticità.

Insomma, qual’è il messaggio più che vogliamo comunicare? Spesso l’attività motoria a scuola non è presa nella giusta considerazione (Eurobis è stato pioniere in questi termini, leggi qui cosa abbiamo ottenuto per le scuole primarie umbre).

Ciò che vogliamo comunicare è che le ore di educazione fisica, o, in generale, l’attività motoria a scuola non toglie nulla alla capacità attentiva o alla didattica frontale. Anzi, è strettamente correlata ai successi e agli obiettivi accademici.

Secondo noi, un’ora al giorno di movimento a scuola è fattore di crescita cognitiva e di aumento di risultati scolastici positivi! Ci vorrebbe in ogni scuola!

Stiamo lavorando su queste conclusioni al CURIAMO

attività fisica rendimento scolastico

Al CURIAMO stiamo verificando come l’attività fisica possa nell’immediato dare risultati cognitivi migliori lavorando sul Brain Derived Neutrophic Factor (ovvero migliorando la memoria a livello ipotalamico).

Con test specifici fatti prima e dopo l’attività fisica dei bambini che frequentano il CURIAMO (Centro Universitario Ricerca Interdipartimentale Attività Motoria) abbiamo dimostrato, valutando ogni seduta, di migliorare nell’immediato:

  • la capacità cognitiva della memoria a breve termine (calcolo);
  • l’intelligenza video spaziale;
  • la capacità motoria.

Insomma, anche solo un’ora di attività fisica migliora la percezione audio visiva e spaziale.

Come non concludere con la più indicata delle citazioni, che risale agli anni 100 d.C., di Decimo Giulio Giovenale:

Mens sana in corpore sano”.

Non c’è più grande verità!

Professor Pierpaolo de Feo

Professor Pierpaolo de Feo – Professore associato Università degli Studi di Perugia

 





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