Area Psicologica

La sezione Psicologia affronta tutte quelle tematiche delicate che toccano la crescita e l’educazione del bambino nella delicata fase dell’età evolutiva. Le riflessioni psicologiche si accompagnano sia alle questioni legate all’importanza del fare attività motoria, sia all’educazione alimentare, puntando non solo al bambino in senso stretto, ma – specialmente – a tutte le sue interazioni sociali, familiari, culturali.

BENESSERE E FELICITA’ CAMMINANDO, GIOCANDO, MUOVENDOSI

Ci sarà tra pochi giorni il primo appuntamento de “Le passeggiate della formica Selma: tutti insieme a camminare” .

Una breve riflessione sul benessere psicologico che accompagna il fare attività fisica augurando a tutti, ai bambini e ai loro genitori, di divertirsi e di stare bene.

Quando parliamo di benessere psicologico nel particolare, parliamo di “…uno stato di benessere emotivo … nel quale l’individuo è in grado di sfruttare le sue capacità cognitive e emozionali, esercitare la propria funzione all’interno della società, rispondere alle esigenze quotidiane della vita di ogni giorno, stabilire relazioni soddisfacenti e mature con gli altri, partecipare costruttivamente ai mutamenti dell’ambiente, adattarsi alle condizioni esterne e ai conflitti interni” (WHO, 1998).

Lo svolgere un’attività fisica, intesa anche come semplice movimento (dal camminare o correre in libertà quotidianamente a un’intensità moderata, allo svolgere una sessione di sport strutturata ad intensità più elevate), è associata a variabili cognitive (Sibley, B.A. et al. 2003; Hillman, C.H. et al. 2008; Fedewa A.L. et al. 2011), psicologiche e sociali proprie del concetto di benessere.

I bambini che svolgono attività fisica sembrano avere livelli di attenzione e concentrazione più elevati, comportamenti sociali positivi (Broderson, N.H. et al. 2005) e sembrano sentirsi maggiormente apprezzati dai coetanei (Sebire, S.J. . et al. 2013). Inoltre presentano bassi livelli di ansia e depressione (Parfitt, G. et al. 2009; McHale, S. M. et al. 2001), elevati livelli di autostima, un’accettazione maggiore di sé e del proprio corpo, felicità e soddisfazione per la propria vita (Holder, M.D. et al. 2009).

È quindi evidente come nei bambini e adolescenti l’attività fisica sia un fattore importante di acquisizione di competenze essenziali per la promozione dell’autostima e dell’autoefficacia, la percezione positiva di sé e delle proprie abilità e capacità, considerati predittori per il mantenimento della partecipazione all’attività fisica nel presente e per il mantenimento di uno stile di vita sano che prevede lo svolgimento di attività fisica nel futuro (Telama et al, 2005), durante tutto l’arco della vita.

Sembra che negli ultimi anni ci sia una drammatica diminuzione dello svolgimento di attività fisica nei bambini e negli adolescenti (Aibar, et al. 2012; Grasten, et al. 2012) e lo stesso è stato riscontrato anche per quanto riguarda le attività di gioco, soprattutto nei paesi industrializzati.

C’è qui da porre l’accento sul legame esistente tra gioco e attività fisica, sull’importanza che il gioco ha come mezzo per l’aumento dei livelli di attività fisica e per la promozione del benessere emotivo nei bambini in un momento così “caldo” per il loro sviluppo fisico, cognitivo ed emotivo, che va a riflettersi nell’apprendimento di nuove abilità e capacità.

Ricerche sottolineano che, i bambini che percepiscono le attività come gioco, quindi in maniera divertente, mostrano maggiori indicatori di benessere emotivo a differenza di quei bambini che svolgono le medesime attività non presentate sotto forma di gioco. Inoltre, il presentare le attività in maniera divertente diventa un fattore primario di motivazione alla partecipazione (Howard, J. et al. 2013)

L’Organizzazione Mondiale della Sanità per supplire a questo calo di partecipazione ad attività fisiche e ricreative da parte dei bambini e degli adolescenti suggerisce alle politiche sociali, lo sviluppo di interventi specifici per i bambini ed i ragazzi che prevedano il coinvolgimento delle comunità in cui essi trascorrono la maggior parte del loro tempo, la scuola e ancor più la famiglia; le ricerche infatti indicano che il fare attività in famiglia, il trascorrere del tempo insieme garantendo ai bambini lo svolgimento di attività che prevedono gioco e movimento (passeggiare insieme, andare in bici…), evitare che i bambini vengano sopraffatti dalla noia e dalla pigrizia, sono tutti fattori potenzialmente importanti per il miglioramento del benessere dei bambini (WHO, 1997).

Livia Buratta, Giulia Radi, Claudia Mazzeschi

Riferimenti:

Per saperne di più:

  • Aibar, A., Bois, J. E., Generelo, E., Zaragoza Casterad, J., & Paillard, T. (2012). A cross-cultural study of adolescents.’ physiccal activity levels in France and Spain. European Journal of Sport Science, 1-8.
  • Broderson, N.H., Steptoe, A., Williamson, S., & Wardle. J.,2005, Sociodemographic,developmental, environmental, and psychological correlates of physical activity and sedentary behaviour at age 11 to 12, Annals of Behavioural Medicine, 29(1), pp.2-11
  • Fedewa A.L., Ahn S., (2011) The effects of physical activity and physical fitness on children’s achievement and cognitive outcomes: a meta-analysis, Research Quarterly for Exercise and Sport, American Alliance for Health, Physical Education, Recreation and Dance, vol 82, No.3., pp 521-535.
  • Grasten, A., Watt, A., Jaakkola, T., & Liukkonen, J. (2012). Directly measured and self-reported physical activity in a sample of Finnish secondary school students. Advances in Physical Education, 2, 132-138.
  • Hillman, C.H., Erickson, K.I., & Kramer, 2008, Be smart, exercise your heart: exercise effects on brain and cognition,
  • Holder, M.D., Coleman, B.,& Sehn, Z.L., 2009, The contribution of active and passive leisure to children’s well-being, Journal of Health Psychology, 14(3),pp.378-386
  • Howard, J., Mclnnes, K. (2013). The impact of children‘s perception of an activity as play rather than not play on emotional well-being. Care, Health & Development. Sep2013, Vol. 39. Issue 5, p737-742. 6p. 1 Graph.
  • McHale, S. M., Crouter, A.C., & Tucker, C.J., 2001, Free-time activities in middle childhood: Links with adjustment in early adolescence, Child Development, 72(6), pp.1764-1778
  • Nature Reviews Neuroscience, 9, pp. 58-65
  • Parfitt, G., Pavey, T., & Rowlands, A.V., 2009, Children’s physical activity and psychological health: the relevance of intensity, Acta Paediatrica, 98, pp. 1037-1043
  • Report of a World Health Organization Consultation on Obesity. Obesity: Preventing and managing the global epidemic.WHO: Geneva, 1997
  • Sebire, S.J., Jago,R., Fox, K. R., Page, A.S., Brockman, R., & Thompson, J.L., 2013, Associations between children’s social functioning and physical activity participation are not mediated by social acceptance: a cross-sectional study, International Journal of Behavioral Nutrition and Physical Activity, 8, pp. 106-114
  • Sibley, B.A., & Etnier, J.L., 2003, The relationship between physical activity and cognition in children: A meta-analysis, Pediatric Exercise Science, 15, pp.243-256
  • World Health Organization. The world health report 1998: life in the 21 st century. A vision for all. WHO Geneva 1998.




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